DOTTORATO IN “PROGETTO E RECUPERO ARCHITETTONICO URBANO E AMBIENTALE”
L'esistenza di un ingente patrimonio edilizio ed ambientale degradato e la maggiore sensibilità a conservare le radici culturali del territorio esigono profili professionali in grado di operare con competenza sia sulla qualità dei nuovi insediamenti che sulla qualificazione del patrimonio esistente. Tutela e salvaguardia del bene culturale vanno coniugate con la sua valorizzazione in un processo di sviluppo sostenibile che garantisca la continua "manutenzione integrata" del patrimonio culturale, esistente e da realizzare e che si alimenta con i flussi economici derivanti dalla sua fruizione. Il dottorato intende così colmare una lacuna nell'attuale panorama di figure professionali nel campo della tutela e valorizzazione dei beni culturali, privilegiando lo sviluppo della ricerca come necessaria base scientifica per l'acquisizione e l'applicazione di metodologie evolute di gestione, conservazione e valorizzazione del patrimonio architettonico, archeologico, urbanistico e ambientale.
Il perseguimento di tali finalità ha portato alla definizione dei caratteri del dottorato connotato da una marcata interdisciplinarietà per la presenza all’interno di esso di 7 differenti settori disciplinari (Architettura Tecnica, Produzione Edilizia, Composizione Architettonica e Urbana, Disegno, Storia dell’Architettura, Tecnica e Pianificazione Urbanistica, Urbanistica). Nell’ambito del dottorato si è cercato di armonizzare l’attività di ricerca condotta dai singoli gruppi in modo da provare a delineare una fisionomia riconoscibile al dottorato senza creare una struttura troppo rigida che potesse in qualche modo limitare le naturali tendenze dei singoli gruppi.
Ciò ha portato a definire un programma didattico strutturato su due livelli tra loro strettamente interconnessi. Un primo livello mira ad offrire ai dottorandi una formazione alle tematiche culturali legate al fare ricerca con lezioni che attengono al metodo e, più in generale, alle problematiche epistemologiche. Un secondo livello viene indirizzato ad approfondire la conoscenza delle pratiche e degli strumenti di ricerca che caratterizzano le singole aree disciplinari afferenti al dottorato attraverso seminari-dibattito tra studiosi di altre università e componenti del Collegio docenti. A conclusione di tale itinerario di approfondimento, i dottorati partecipano ad una tavola rotonda di discussione sulle pratiche e le metodologie che sono state illustrate nei seminari. Costituisce inoltre parte integrante di tale ciclo di formazione la partecipazione a workshop operativi. La strategia di confronto tra dottorandi impegnati in diversi rami di ricerca permette così di veicolare informazioni sui loro studi allargando i propri orizzonti sulle problematiche incontrate nel percorso d’indagine personale.
Sulla scorta degli insegnamenti delle famiglie epistemologiche che hanno definitivamente abbandonato la scissione fra teoria e pratica, l’idea didattica a cui si ispira il dottorato è di natura esperenziale: assume infatti un rilevante spazio l’esperienza sul campo alla quale si legano necessari momenti di rielaborazione critica e di riflessione sul processo in corso.
Tale attività di formazione influenza in maniera rilevante la scelta da parte dei dottorandi dell’approccio alla ricerca, una scelta che vede in prevalenza una stretta reciproca connessione tra approccio speculativo e quello applicativo.
Ispirandosi a questi principi generali, i dottorandi che afferiscono a ciascun settore disciplinare portano avanti la loro tesi di dottorato entrando nelle reti di ricerca nazionali ed internazionali delle specifiche aree disciplinari e appoggiandosi ai laboratori di riferimento.
Ciclo XXIII
Giovanna Regalbuto
Angelo Circo
Marianna Pagliaro
Davide Indelicato
Ciclo XXIV
Antonio Raciti
Emanuele Forzese
Graziana D’Agostino
Francesca Condorelli